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22/09/2019

Fragilità, nuovo benessere, altri diritti


Progetto.

Nel corso di questi  ultimi decenni, è aumentata, sempre più, la coscienza sociale circa la necessità di proteggere adeguatamente i soggetti fragili; non sempre a ciò ha corrisposto, tuttavia, una soddisfacente modifica della normativa  e delle prassi esistenti.
 Ecco allora  alcune linee di riforma, cui occorrerà  porre mano al più presto. Sono gia  operativi rapporti della nostra Associazione col Governo (Conte, Bonafede) e col Parlamento (Delrio, Marilotti, altri).

ISTITUZIONE DEL  “PROGETTO DI VITA”

 Linee fondamentali del nuovo istituto
 --- Il Progetto di Vita è il documento in cui sono illustrati  bisogni e    aspirazioni profonde  di una persona  portatrice di condizioni di  disabilità-fragilità.   Costituisce parte integrante della Carta d’identità dell’interessato. E’  conservato  presso l’Ufficio di Stato Civile della città in cui  questi  ha la residenza o il domicilio
 --- La compilazione del Progetto è obbligatoria    nei confronti delle persone indicate nel primo comma dell’articolo precedente.  E’ facoltativa  nelle ipotesi di disabilità o di fragilità meno gravi.  
 ---  E’ istituita presso l’Ufficio di Stato Civile di ogni Comune, dietro  nomina del Consiglio comunale,  una  Commissione permanente per  la compilazione  del progetto di vita. Di essa  fanno parte esperti delle discipline più spesso coinvolte nelle questioni della disabilità e della  fragilità.   
 --- I responsabili dei Servizi Sociali e Sanitari impegnati nella cura ed assistenza della persona, qualora a conoscenza di elementi tali da rendere opportuna la compilazione del progetto,  sono tenuti a effettuare una segnalazione al  Responsabile dell’ufficio competente.


ABROGAZIONE  DELL’INTERDIZIONE

 Ecco perché far luogo quanto prima all’abrogazione:
 - La persona interdetta si vede oggi collocata in uno status giuridico equivalente alla morte civile. È dichiarata legalmente incapace di agire, ciò che comporta l'espulsione dalla possibilità di compiere un qualsivoglia negozio: no matrimonio, testamento, donazioni, contratti, scelte di vita, nulla;
 -  Mancanza di valore terapeutico-ricompositivo: alla incapacitazione formale della persona, in tutto il suo essere, non si accompagna alcun progetto di risocializzazione-empowerment;
 - Enfasi solo economicistica: i soli interessi presidiati mediante i vecchi istituti sono quelli economico-patrimoniali, propri dei familiari e dei parenti;
 - Irrevocabilità “pratica”: una volta interdetta, la persona è destinata nel 99% dei casi a rimanere tale per il resto dell’esistenza.

RAFFORZAMENTO DELL’AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO


Varie le modifiche da introdurre all’attuale disciplina della legge 6/2004.
  -- Vanno semplificate alcune procedure giudiziali:.
  -- Va chiarito che la difesa tecnica è necessaria solo nel caso sia verosimile la necessità di limitare i diritti fondamentali;
  --  Va esplicitato trattarsi  di una misura applicabile, oltre che ai comparti di tipo patrimoniale, pecuniario, bancario,  anche ai terreni della salute, della prestazione del consenso informato, nonché ad alcuni profili di ordine personale;
  -- Attraverso l’AdS sarà possibile altresì far luogo  alla collocazione di una persona in una casa di riposo;
  -- In casi particolari sarà possibile al GT attivare limitazioni in campo matrimoniale  e testamentario.

CREAZIONE  DELL’ L’UFFICIO SPORTELLO DELLA FRAGILITÀ A LIVELLO COMUNALE (USTFAS)

  Occorre pensare a un Centro  operativo composto dagli uffici sociali del Comune, da rappresentanze degli stessi amministratori di sostegno, da personale del Tribunale, da enti della Cooperazione sociale,  dagli uffici del Dipartimento di salute mentale della A.S.L., dal volontariato, dalle famiglie dei malati di mente o comunque delle persone anziane, dei portatori di dipendenze, degli inabili. E i cui compiti saranno  soprattutto:
   - predisposizione dei moduli/formulari  per la formulazione del ricorso, da personalizzare accuratemente volta per vota;
  - tenuta e aggiornamento periodico  dell’albo degli amministratori di sostegno;
  - organizzazione  periodica, città per città, di corsi di formazione per Amministratori di sostegno
  - monitoraggio periodico circa l’applicazione dell’amministrazione di sostegno  in quella certa città;
  - gestione dei rapporti con banche e assicurazioni cittadine, messa a punto di schemi omogenei di allocazione depositi, investimento di beni  e proventi dei soggetti beneficiari;
   - strutturazione di un sistema informatizzato  locale che gestisca, con  e a beneficio degli amministratori di sostegno locali,   le pratiche periodiche/computerizzabili: riscossioni, pagamenti, pensioni, ratei di imposte,  etc.;
  - servizio di consulenza  gratuita (medica, psichiatrica, civilistica, penalistica, pensionistica, bancaria, assicurativa, psicologica, etc.) a beneficio degli Amministratori di sostegno della città;

TRE INTERFACCE STABILI DI LAVORO:NON DIRE AI CITTADINI FRAGILI COME DEVONO FARE LE COSE, FARLE AL LORO POSTO

-- 1.  Cittadinanza, famiglie, persone fragili del territorio, da informare sistematicamente sull’Ads, beneficiandi, cui provvedere a fare il ricorso, con tutti i documenti necessari
-- 2. Giudice tutelare,  da sostenere in tutto e per tutto: il ricorso fatto talmente bene da poter diventare subito un decreto
-- 3.  Amministratori in carica, da aiutare facendo con loro o al posto loro tutto ciò che si presta sul piano organizzativo: adempimenti e pagamenti con banche, assicurazioni, catasto, imposte, uff. lavoro, case di riposo,  inps, comune, igiene, circoscrizioni, luce, acqua, gas, trasporti pubblici, farmacie,  telefonia, sky, motorizzazione, ascensori, abbonamenti, fabbri, idraulici, falegnami, infermieri, e così via


MISURE ULTERIORI

  --  Valorizzare  la sovranità negoziale, espressiva, auto-organizzativa degli anziani: anche creature con deficit di qualche tipo possono  conservare zone di “lucidità desiderante” (cibo, vacanze, abitazione, tempo libero, tivù, frequentazioni, letture, hobby, farmaci) in cui ogni indicazione andrà presa sul serio;  
  --   Rendere annullabili i contratti dannosi per l’anziano: pur  se la controparte non si è resa conto della ombre di cui  soffre il contraente anziano,  margini di invalidabilità  giudiziale andranno comunque immaginati;
  --  Deformalizzare il Testamento biologico: indicazioni anche orali o imperfette, per l’ultimo chilometro,  devono avere il loro peso in qualsiasi momento;
  --  Superare costruttivamente  il Dissenso dell’interessato a cure necessarie; ovunque i coefficienti di pericolosità per se stessi o per gli altri figurino significativi, è bene strutturare zone di dissuasione/negoziazione in vista del ‘patto di rifioritura’;
  --  Garantire i diritti degli anziani nelle Case di riposo: no ad esempio a  Regolamenti in cui, come non di rado accade,  si imponga preventivamente all’anziano di dotarsi di un Amministratore di sostegno, pena la non ammissione nell’Istituto;
  --  Rendere effettiva la Responsabilità civile delle Strutture Socio-sanitarie, ogni qualvolta venga commesso un illecito nei confronti del fragile, anche di tipo omissivo.