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27/12/2019

Appunti in tema di ...difensore civico


Il difensore civico, un possibile aiuto per le persone "in difficoltà" con la pubblica amministrazione.

La legge n. 142/90 sull’Ordinamento delle autonomie locali all’art. 8 stabiliva che lo statuto provinciale e quello comunale potessero prevedere l’istituto del difensore civico quale

garante“dell’imparzialità e del buon andamento della p.a. comunale o provinciale, segnalando anche di propria iniziativa, gli abusi, le disfunzioni, le carenze ed i ritardi dell’amministrazione nei confronti dei cittadini”.

Lo stesso statuto avrebbe dovuto disciplinare l’elezione, le prerogative ed i mezzi del difensore, oltre che i suoi rapporti con il consiglio comunale o provinciale.

Il testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, abrogativo della legge dell’8 giugno 1990 riprendendo il testo della norma abrogata stabilisce che lo statuto provinciale e quello comunale possano prevedere l’istituzione del difensore civico con i medesimi compiti di garanzia già a suo tempo individuati.
Rispetto alla normativa precedente è stata aggiunta una possibile funzione dell’organo di garanzia ed il D.c. potrebbe essere investito del controllo di determinate deliberazioni di giunta o del consiglio al ricorrere dei presupposti (art. 11 D.lgs n. 267/2000).

Con la legge n. 191 del 2009, articolo 2 comma 186 si è disposta la soppressione del difensore civico comunale stabilendo la possibilità di attribuirne le funzioni al difensore civico provinciale “locale” che, per tale via, assume il nome di difensore civico territoriale.
Con tale norma, si è dunque inciso sulla titolarità delle funzioni di difesa civica comunale prevedendosi che queste siano esercitate ad un livello territoriale più ampio (Corte cost. 326/10).

I poteri sostitutivi

Ove costituito, il difensore civico può nominare un commissario ad acta che provveda al compimento degli atti obbligatori per legge omessi o ritardati dall’ente locale (art. 136 D.lgs n. 267/00).

L’accesso ai documenti amministrativi

Ai sensi della legge n. 241/90 in tema di accesso ai documenti amministrativi al difensore civico (territoriale, provinciale o regionale) può essere chiesto di riesaminare la determinazione di diniego o di differimento all’accesso adottata dall’amministrazione (art. 25 l.n. 241/90 e art. 12 D.P.R. n. 184/2006).

Le disfunzioni del sistema dell’assistenza sanitaria o socio-sanitaria

La legge n. 24 del 8 marzo 2017 recante disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie all’art. 2 prevede la possibilità che le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano affidino la funzione di garante per il diritto alla salute al difensore civico regionale o provinciale e ne disciplinino la struttura organizzativa ed il supporto tecnico.
La norma precisa che il difensore civico, nella sua funzione di garante per il diritto alla salute può essere adito gratuitamente da ciascun soggetto destinatario di prestazioni sanitarie, direttamente o mediante un proprio delegato, per la segnalazione di disfunzioni del sistema dell’assistenza sanitaria o socio-sanitaria.
Gli interventi a tutela del diritto leso sono effettuati con i poteri e le modalità stabiliti dalla legislazione regionale.

Il difensore civico [regionale], generalmente titolare di sole funzioni di tutela della legalità e della regolarità amministrativa (corte cost. n. 112/04), svolge di norma un compito istituzionale di mediazione e, come precisato dal TrGa Trento nella relazione sull'attività del 2011, un prezioso ruolo di filtro pregiudiziale.
 
Il coordinamento nazionale della difesa civica e la rete europea

In Italia non è stato istituito un difensore civico nazionale e, pertanto, è il coordinamento nazionale dei difensori civici delle regioni e delle province autonome a rappresentare la struttura istituzionale della difesa civica. Quest’organismo di tipo associativo, riconosciuto come interlocutore istituzionale dal Congresso delle Regioni nel 2002 si occupa, fra l’altro, di mantenere le relazioni con i difensori civici europei ed il Mediatore europeo (https://www.difesacivicaitalia.it).

Note

Secondo alcuni autori, l’attribuita funzione di garante per il diritto alla salute acuirebbe l’incoerenza della disciplina dei mandati delle figure di garanzia, configurando come più difficile la precisa individuazione delle rispettive competenze “esito di una legislazione che procede per settori e contingenze, senza porsi l’obiettivo di elaborare un sistema funzionale” (D. Bruno e D. Bertaccini, I garanti (dalla parte) dei detenuti, Bologna 2018).