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10/03/2019

Amministrazione di sostegno, è possibile farne istanza senza l’ausilio di un difensore


Secondo quanto disposto dall’articolo 406 c.c. il ricorso per l’istituzione dell’amministrazione di sostegno può essere proposto dallo stesso soggetto beneficiario e, ai fini dell’instaurazione della relativa procedura, può non rivelarsi necessario il ministero di un difensore.

E’ comunemente accettato, infatti, che la deroga dell’onere del patrocinio di cui all’art. 82 del codice di procedura civile sia possibile qualora l’interesse della parte possa essere realmente tutelato senza che rimanga privo di tutela anche l’interesse generale costituzionalmente garantito dal diritto di difesa.

Le deroghe alla disposizione dell'art. 82 c.p.c. - che stabilisce il principio in base al quale le parti possono stare in giudizio innanzi al Tribunale solo con il ministero di un procuratore legalmente esercente - non sono solo quelle previste espressamente dalla legge, ma tutte quelle in cui l'esclusione del patrocinio si desume in via interpretativa dal sistema (Cass. civ. n. 25366/06).

Pare d’altra parte opportuna qualche precisazione.

Per agevolare la comprensione è possibile riportare con fiducia quanto è stato esplicitato dalla Sentenza della Corte di cassazione n. 5814 del 1987 che non risulta necessario il ministero del procuratore nei procedimenti di volontaria giurisdizione in cui manca una contesa su diritti, soggetta al rito camerale, e che da luogo a provvedimenti sostanzialmente amministrativi, e solo soggettivamente giudiziari.

Di regola la presenza del professionista è doverosa qualora, innanzi al giudice, si debba trattare di situazioni soggettive consistenti in diritti o status e, se, come riconosciuto nella pronuncia della Corte di Appello di Milano  del 15.02.2005), generalmente, il procedimento di Amministrazione di sostegno è volto a produrre effetti che incidono sulla possibilità di un soggetto di operare nel mondo giuridico, qualora vengano coinvolte situazioni soggettive a contenuto non patrimoniale che fanno parte del nucleo ristretto dei diritti inviolabili dell’uomo, tali situazioni possono essere oggetto di compressione o di parziale ablazione esclusivamente tramite un processo in cui siano rispettate tutte le garanzie previste dalla legge.

Qualora il procedimento incida sui diritti fondamentali della persona, attraverso la previsione di effetti, limitazioni o decadenze, analoghi a quelli previsti da disposizioni di legge per l'interdetto o l'inabilitato, per ciò stesso incontrando il limite del rispetto dei principi costituzionali in materia di diritto di difesa e del contraddittorio (Corte Cost. n. 128/07).

Il procedimento per la nomina di amministratore di sostegno non richiede, diversamente, il ministero del difensore qualora l’emanando provvedimento debba limitarsi ad individuare specificamente i singoli atti, o categorie di atti, in relazione ai quali si richiede l’intervento dell’amministratore (così Cass. civ. n. 6861/13).

Si è così affermato che in presenza della necessità di interventi i quali si limitino all’attribuzione all’Ads di compiti di mera assistenza, “a volte solo fattuale” possa non essere richiesta la presenza di un difensore (Cass. civ. n. 25366/06).